I'm not depressed, it's my life that sucks.

“Dichiaro ufficialmente aperta la stagione del ‘lasciatemi stare’, ‘ho sonno’, ‘scuola di merda’.”

(via megliosolichemalamati)

e anche del ‘checazzomimetto stamattina?’

(via silenzicheuccidono)

e di ‘puttana di una sveglia’

(via pezzidicuorescioltinellacido)

e aggiungiamoci il ‘porcaputtana, lo vedrò anche questa mattina.’

(via quelladeltrenodelle2354)

e anche ‘cazzo sono in ritardo’

(via vorreisoloesseresua)

Delle risate in classe e dei silenzi alle interrogazioni ..

(via quelfortissimosensodiniente)

cadutanellamore:

Se ti dessero un libro con su scritta la storia della tua vita, leggeresti il finale?

Si

cadutanellamore:

Se ti dessero un libro con su scritta la storia della tua vita, leggeresti il finale?

Si

“Perché non è vero che si nasce forti.
Non è vero che la forza dell’animo è nel carattere. Perché è inutile nasconderlo, si sa che tutti siamo stati quei bambini che cominciavano a piangere, quando la mamma si allontanava di due, tre passi da noi.
Siamo stati anche noi quei bambini che, quando camminavano affianco al papà, gli tenevamo la mano forte forte, perché si sa, ai papà la mano non è mai abbastanza stretta.
Siamo stati quei bambini che fingevano di addormentarsi, quando uscivano con i genitori, solo perché volevano essere presi tra le loro calde braccia, perché lì ci sentivamo al sicuro, protetti da qualunque persona esterna.
Dicevo, che niente, è nato forte, di natura. Quando un vaso cade a terra si rompe. Ma poi tu lo riattacchi, pezzo per pezzo, con la colla, quella che devi far attenzione a non farla andare sulle mani, perché è molto forte. Ci vuole tempo per far asciugare quella colla, ma quando la vedrai ben compatta, il vaso potrà cadere, ma non sarà più fragile quanto prima. Perché i pezzi sono attaccati con la forza di quella pasta collosa.
Tutti, prima di di diventare forti, siamo caduti, come quel vaso.
Tutti, siamo stati calpestati, dalle persone. Abbiamo sofferto, abbiamo capito di aver perso tempo dietro il ragazzo sbagliato. Tutti abbiamo pensato di essere una delusione, un totale disastro.
Nessuno, ha mai pensato, che anche i grandi pittori, prima di ricalcare con la pittura i loro quadri, ne fanno una bozza, con la matita? Sapete quante volte, i grandi artisti, hanno dovuto cancellare quella linea a matita, che comprometteva il risultato finale? Anche la perfezione di un quadro, ha visto i tempi duri. I tempi di quando il pittore delineava il suo scheletro con la matita. I momenti in cui pensava che il disegno, forse, avrebbe meritato di essere rifatto da capo.
Ma non ha mai pensato di cancellarlo. Mai.
Nessuno di noi, merita di cancellarsi.
Merita di cadere, sì, e poi di riattaccarsi i pezzi con quella colla a presa forte.
Così, sapete, si diventa forti. Solo così, si vive.”
— Gliocchituoiparlano (via gliocchituoiparlano)

l’amore per questa ragazza,cresce ogni giorno di più.

(via amoredolore99)

(via laragazzacheamalaluna)

butterflyliar:

Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..
Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni.. Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.  Come stai? Come sta il tuo cuoricino? Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento? È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te. Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro. Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare. I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.  Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.  Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma. Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te. Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire. Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno. Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo. Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.
Sperando di ritrovarti: la bimba della stanza10.

butterflyliar:

Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..

Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni..
Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.
Come stai?
Come sta il tuo cuoricino?
Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento?
È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te.
Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro.
Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare.
I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.
Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.
Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma.
Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te.
Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire.
Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno.
Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo.
Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.

Sperando di ritrovarti:
la bimba della stanza10.

(via dodicinovembre13)

butterflyliar:

Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..
Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni.. Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.  Come stai? Come sta il tuo cuoricino? Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento? È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te. Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro. Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare. I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.  Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.  Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma. Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te. Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire. Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno. Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo. Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.
Sperando di ritrovarti: la bimba della stanza10.

butterflyliar:

Vi prego di rebloggare, ragazzi, ho davvero bisogno di ritrovare questa persona..

Ciao Maria, io non so se ti ricordi di me, dal momento che sono passati davvero tanti anni..
Sono la ragazza della camera nº 10, Francesca, e conservo ancora gelosamente il ricordo di noi due che da bambine aspettavamo di guarire, insieme, ritagliando fiorellini di carta dai giornali e appiccicandoli alle grigie finestre che per troppo tempo ci hanno fatto compagnia.
Come stai?
Come sta il tuo cuoricino?
Hai più rivisto quelle grigie finestre, una volta passato l’intervento?
È strano a dirsi, ma ho davvero bisogno di te.
Ho provato a cercarti in ogni modo: Facebook, tweeter, registri d’ospedale, ma nulla, un buco nell’acqua dopo l’altro.
Durante tutto questo tempo ho provato a passare sopra a quello che mi è successo, a quello che ci è successo, ma non riesco a capacitarmi di nulla, non riesco a dimenticare.
I ricordi mi tormentano, mi tormenta qualsiasi cosa che puzzi di medicina e che abbia quel colore giallastro delle pastiglie schiacciate.
Non dormo più, sono continuamente assalita da incubi che, delle volte, non mi permettono addirittura di bere o di mostrare le mie cicatrici con un semplice costume.
Nel bel mezzo di quell’inferno, però, ricordo te, Maria, e quel pensiero mi calma.
Mi calma pensare che tu sia qui, che la malattia non l’abbia avuta vinta e che tu mi stia cercando proprio come io sto facendo con te.
Ho bisogno di tagliare altri fiorellini di carta e di appiccicarli sopra a quell’angolo remoto del mio passato che solo tu puoi aiutarmi a coprire.
Puoi salvarmi, Maria, ed io ne ho davvero bisogno.
Possiamo combattere insieme, come abbiamo già fatto, e vincere contro questa vita del cazzo.
Voglio riabbracciarti e sentire ancora il tuo profumo, Maria, quel profumo di lavanda misto a salvezza che mi ricorda il tuoi dolci capelli biondi e le manine piccole che combaciavano perfettamente con le mie.

Sperando di ritrovarti:
la bimba della stanza10.

(via dodicinovembre13)

“Un ❤️ a tutti quelli che rebloggano.”
— Fineisthis
“Stamattina, quando mi sono alzata, ho trovato mio fratello in cucina, il computer acceso davanti a lui e il tavolo pieno di fogli.
“Buongiorno” gli ho detto, ancora assonnata.
Lui ha alzato la testa sorridendo: “Buongiorno amore bello”
“Da quanto tempo stai studiando?”
“Troppo!”
“Vuoi un caffè?”
“No, grazie”
Mi sono seduta accanto a lui, guardando quei fogli incomprensibili per me.
“Amore, cosa fai il 25?”
“È un martedì, giusto? Sarò a scuola, cosa vuoi che faccia?”
“Non sarai a scuola”
L’ho guardato perplessa.
“Devi venire alla mia laurea!”
“Oddio! Il 25?! A che ora?”
“Alle 2”
“Ci sarò! Ci sarò senz’altro! Oddio che bello, Manu! Ti laurei! Il mio fratellone si laurea… che cosa bella. Come devo vestirmi?”
“Ti voglio con i tacchi”
“Stai scherzando, vero?”
Lui si è messo a ridere: “Vestiti come vuoi, amore, come stai comoda. Non me ne frega niente di come ti vesti, mi interessa solo che tu ci sia”
“Su quello puoi stare sicuro. Comunque, come stai?”
“Bene, e tu? Ti senti più vecchia? Guarda, vedo già le rughe…”
“Ma dai! Stronzo”
Mio fratello mi ha sorriso: “Sto scherzando, amore. Sei bella come sempre. E la cosa mi fa paura”
“Scusami?”
“Ieri quando ti ho vista uscire dalla stazione ho pensato che chiunque potrebbe innamorarsi di te. E tu potresti innamorarti di chiunque. Se permetti, da fratello maggiore, la cosa mi fa un po’ paura”
“Ma smettila, va’”
“Stai attenta”
Il suo tono si è fatto ad un tratto più serio.
“Stare attenta a cosa?”
“A noi ragazzi”
“Lo so che siete molto pericolosi, stai tranquillo. Sono cresciuta con tre uomini in casa, qualcosa ho capito”
“Dico sul serio, amore. Te lo dico da ragazzo, siamo dei cretini. Chi più, chi meno, ma siamo tutti degli idioti”
“Anche tu?”
Ha fatto un sorriso triste: “Sì. Sono tuo fratello, ma sono un ragazzo anche io, non sono perfetto. Ti ho mai parlato di Noemi?”
Noemi… ho cercato quel nome tra i vari ricordi di quando ero più piccola. Ma l’unica Noemi che mi è venuta in mente era la sua compagna di classe delle superiori che lui non poteva sopportare.
“Noemi quella della scuola?”
“Sì”
“Ma cosa c’entra lei? Non ti stava sulle palle?”
“Esatto. Non la sopportavo, giuro. Litigavamo ogni giorno. Lei era solo una ragazza superficiale che la dava a tutti senza farsi problemi, e se la menava in una maniera incredibile. Non la sopportavo”
“Eh, appunto. Cosa c’entra lei con te?”
“Dopo un po’ di tempo abbiamo iniziato ad andare d’accordo. O meglio, io ho smesso di fare lo stronzo e lei ha smesso di rispondermi male. Sai com’è, no? Da cosa nasce cosa. Lei si è affezionata a me, mentre io… io avevo solamente smesso di considerarla. Solo che alla fine siamo stati insieme, se capisci cosa intendo”
“Oh. Capisco. Ma se a te non importava niente di lei, perché lo hai fatto?”
“Perché noi maschi siamo degli idioti, te l’ho detto. Era solo una notte, amore. Cosa me ne poteva importare? Lei era già cotta di me, e a me è bastato dire qualche parola carina per farla cadere ai miei piedi. Certo, sono stato uno stronzo, visto che poi le ho detto chiaramente che non aveva significato nulla per me”
Sono rimasta in silenzio, non sapendo cosa dire. Mi sembrava così strano pensare che mio fratello potesse essere stato così meschino.
Lui mi ha preso per mano, accorgendosi della mia espressione pensierosa: “Quello che voglio dirti, amore, è che noi ragazzi giochiamo, facciamo i cretini perché ci viene naturale, non diamo molto peso alle parole a volte. Mentre voi ragazze sì, voi ragazze analizzate ogni singola parola. Per voi anche un punto al posto di una virgola può fare la differenza. E giustamente prendete sul serio quello che vi diciamo, mentre magari noi lo diciamo solamente per dire. Quindi stai attenta, ok? Ci sono un sacco di ragazzi là fuori che ci potrebbero provare con te, e io non vorrei vederti piangere per uno stronzo, per uno che non sa capire quanto può essere brutto illudere una ragazza. Va bene?”
Ho guardato mio fratello. E ho pensato a come deve essersi sentita Noemi. Mi sono sentita male per lei.
Però poi gli ho sorriso: “Comunque alla fine hai conosciuto Veronica, no? Tutto è bene quel che finisce bene”
“La Vero è la donna della mia vita, con lei è completamente diverso”
L’ho abbracciato: “Manu, ci pensi ancora a Noemi?”
“A volte, e mi sento un bastardo”
“Lo sei stato, infatti. Però… tutti sbagliamo, no? L’importante è riconoscere i propri errori, e tu lo hai fatto. È onesto da parte tua”
“Sei così tenera, amore. Stai attenta però, ok?”
“Ok. E comunque sappi che sono sempre molto fiera di te, Manu. Sei il migliore”
A quel punto mia sorella è entrata in cucina, incazzata nera: “Che stronzo!”
“Chi?”
“Andrea! Minchia io oggi lo ammazzo. Io lo vedo e lo ammazzo, giuro. Perché io devo avere un fidanzato così stronzo?! Che palle! Meglio single!”
Io e mio fratello ci siamo guardati, e lui mi ha sorriso con la faccia del “te l’avevo detto, no?””
— lezionidivoloperprincipianti (via lezionidivoloperprincipianti)

(via crisignorini)

“Forse il problema è che io ci spero troppo in cose che so che non succederanno, mai.”
— Edwardtheodoregeinn. (via edwardtheodoregeinn)

Esatto .. Povera ingenua

(via iamhalfheartwithoutyou)